La storia

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© ORCH / Fondazione di Venezia

La storia

La Casa dei Tre Oci fu costruita nel 1913 in un momento storico in cui la Giudecca era luogo privilegiato di importanti cambiamenti architettonici e urbanistici, come l’edificazione dei nuovi apparati industriali dei complessi Junghans e il mulino Stucky, o la realizzazione di vasti complessi residenziali popolari e borghesi. Nata come casa–studio di Mario che la progettò seguendone con passione i lavori di realizzazione, fu poi del figlio Astolfo, pittore come il padre, che vi abitò con la moglie Adele. Da sempre luogo di produzione artistica e culturale, cenacolo di incontri e dibattiti, studio per gli artisti che partecipavano alla Biennale e spazio ospitale per gli intellettuali di passaggio a Venezia, fu fino alla fine degli anni ottanta un luogo vivo e attivo. Grazie ad Adele e a Giulio Macchi, con il quale si sposò dopo la morte di Astolfo, accolse e ospitò figure di fama internazionale, da Vittore Grubicy a Hundertwasser, dalla figlia di Peggy Guggenheim a Sciltian, da Morandi e Fontana a Dario Fo, che la userà come laboratorio per il suo Arlecchino del 1985.