Le gallerie veneziane e la fotografia
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Luca Campigotto View from Queens, 2014
Bugno Art Gallery - Venezia

Le gallerie veneziane e la fotografia

  • 07.02 > 12.04.2015
  • INFO
    tel.+39 041 24 12 332 no martedì Tre Oci Venezia | 07.02 - 12.04.15 Orari | tutti i giorni 10.00 - 18.00 | chiuso martedì

    PREZZI
    7,00 € intero
    5,00€ ridotto per gruppi superiori alle 15 persone, studenti fino a 26 anni, titolari di apposite convenzioni
    2,50 € per titolari tessera Giovani a Teatro.
    Gratuito bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe.
    Prevendita singoli e gruppi 1,50 € a biglietto, prevendita gruppi di studenti 1,00 € a biglietto.
    Prevendita telefonica con carta di credito: tel. 041 86 20 761 / www.ticket.it/tremostre

    MOSTRE A CURA DI / EXHIBITION CURATED BY
    Denis Curti, Circolo Fotografico La Gondola

    ORARI / HOURS
    tutti i giorni / everyday 10.00 - 18.00
    chiuso martedì /closed Tuesday

Bugno, Ikona, La Salizada, Giorgio Mastinu, Michela Rizzo, Upp
 
La Casa dei Tre Oci, all’interno della rassegna Tre Oci Tre Mostre / Giudecca fotografia, ospita, nei saloni del piano nobile, la mostra: Le gallerie veneziane e la fotografia.
Una selezione di alcuni lavori provenienti da sei gallerie veneziane che da tempo operano nel campo della fotografia.
Approfondire la conoscenza, lo studio e la valorizzazione della cultura fotografica in un territorio, come quello di Venezia, molto legato per ragioni storiche alla fotografia, è tra gli obiettivi principali della Casa dei Tre Oci. L’interazione con il territorio ha trovato uno sbocco naturale nel confronto con le gallerie veneziane dedicate al settore, che contribuiscono a sostenere il sistema dell’arte con impegno costante. Il risultato della mostra è uno specchio variegato, da cui si originano molteplici spunti di riflessione e che intende offrire al visitatore uno spaccato trasversale sulle diverse modalità della produzione artistica in campo fotografico.
Credo davvero che ci siano cose
che nessuno riesce a vedere
prima che vengano fotografate
Diane Arbus
Questa affermazione di Diane Arbus è alla base della mia passione e del mio interesse quotidiano per la fotografia.
Credo che questa breve riflessione ci possa servire per mettere in evidenza una delle peculiarità più interessanti del fare immagini: la fotografia serve per farci vedere, e quindi scoprire, quello che non riusciamo a vedere con gli occhi. E qui mi viene in aiuto anche il grande Ando Gilardi. Con sapiente sintesi dice: “scrivere di fotografia è difficile, molto difficile... Per scrivere di pittura non occorre avere dipinto, ma per scrivere di chirurgia bisogna aver fatto il chirurgo. E la fotografia è un’operazione chirurgica, la macchina è un bisturi, la camera oscura una sala operatoria…”.
Come dire che il fare fotografia assomiglia all’idea di uno strappo sulla realtà. Significa far proprio un pezzo di mondo per poi restituirlo a chi vuole vedere e conoscere. È dunque il tema della consapevolezza che pervade i lavori proposti dai galleristi
veneziani. Ognuno di questi autori, in modi sempre diversi, con tecniche e formati differenti, su temi e questioni inedite o conosciute, dichiara il proprio punto di vista. Ogni autore prende posizione e trasforma lo sguardo in sentimento. Questa la differenza tra l’approccio documentario e l’assunzione di responsabilità. Questo il compito vero della fotografia.
 
La mostra allestita al piano nobile della Casa dei Tre Oci fa parte della rassegna TRE OCI TRE MOSTRE / GIUDECCA FOTOGRAFIA, format di successo giunto alla terza edizione, che inaugura la stagione espositiva 2015.
Un percorso di ricerca articolato su più livelli, che trasforma i Tre Oci in una vera e propria Kunsthalle, proponendo anche quest’anno un percorso visivo di confronto tra i linguaggi contemporanei e la grande tradizione della fotografia veneziana. Una fotografia capace di interpretare l’idea del cambiamento senza appartenere a scuole di pensiero precostituito.
Al pianterreno della Casa, Sguardi privati. Sessanta ritratti italiani. Fotografie di Francesco Maria Colombo. Al secondo piano, tre mostre curate dallo storico circolo fotografico veneziano La Gondola. Quel che resta del giorno, riprendendo il titolo di un fortunato film di James Ivory, è il tema che ha visto riflettere quest’anno 31 soci del Circolo. L’Italia positiva di Stefano Robino. Fotografie 1951-1969 è una retrospettiva dedicata al reporter reso celebre dai progetti fotografici dedicati all’ambiente di lavoro, la FIAT Grandi Motori. Infine, Momenti decisivi, l’occasione per una rilettura e valorizzazione del reportage attuale alla
luce dei nuovi mezzi di registrazione.
 
La Fondazione di Venezia negli anni ha acquisito vari archivi e fondi fotografici per dedicarli alla fruizione e in generale alla diffusione della cultura fotografica in Italia, e in particolare a Venezia dove ha aperto al pubblico la Casa dei Tre Oci. Ai Tre Oci la fotografia ha trovato la propria casa con mostre, workshop, seminari, laboratori, convegni, e importanti esposizioni monografiche dei grandi maestri della scena internazionale.
 
Il progetto Tre Oci è sviluppato in collaborazione con Civita Tre Venezie e con il sostegno di Veneto Banca e Grafica Veneta.

Web info
www.treoci.org
www.civitatrevenezie.it
 
Immagini per la stampa scaricabili dal link

http://www.civitatrevenezie.it/sala-stampa/273-stampa-tre-oci-tre-mostre-2014
 
Ufficio Stampa Casa dei Tre Oci
Valeria Regazzoni
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M +39 348 39 02 070