IK-00

IK-00

  • THE SPACES OF CONFINEMENT
  • 07.06>24.08.2014
  • Orari / Hours
    tutti i giorni / everyday 10.00 - 18.00
    chiuso martedì /closed Tuesday

    Info
    tel.+390412412332
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    www.treoci.org

Artisti: Rossella Biscotti, Sam Durant, Harun Farocki, Valentin Fetisov, Ashley Hunt, Rebecca Lazier, Conor McGrady, Mikhail Nesterov, Markus Schinwald, Jonas Staal, David Ter-­‐Oganyan, Michael Tolmachev, Ines & Eyal Weizman, Donovan Wylie, Urban Fauna Lab, Arseniy Zhilyaev.

La V-A-C Foundation, istituzione no-profit di Mosca impegnata nella presentazione internazionale, produzione e sviluppo dell’arte contemporanea russa, è orgogliosa di presentare la mostra IK-00, The Spaces of Confinement.
La mostra è un progetto collettivo internazionale, in cui gli artisti sono stati chiamati a riflettere sull’architettura dell’esclusione, alla ricerca di modi diversi per documentare e testimoniare gli spazi istituzionali destinati a punire e talvolta a correggere gli individui attraverso la loro separazione dal resto della società.
Prigioni, manicomi e altri istituti correttivi sono in costante evoluzione dal punto di vista ideologico, strutturale e architettonico, racchiudendo intere storie di violenza e resistenza. Come nasce uno spazio di reclusione? Come può essere testimoniato? In che modo esso può essere documentato e visualizzato? La sintassi spaziale di una prigione è una miscela distorta di realtà e fantasia. Gli artisti in mostra riflettono su questi spazi di costrizione, reclusione e isolamento i cui meccanismi funzionali restano dietro al visibile, complice una linea spazio-temporale che li separa dalla vita al di fuori. Tuttavia, questo non vuol dire che tali spazi abbiano un’esistenza totalmente svincolata dal nostro quotidiano. La loro costruzione genera una serie di schemi psicologici complessi che fanno parte della condizione umana di ognuno di noi.
Il filosofo e sociologo inglese Jeremy Bentham ideò un nuovo modello di prigione circolare, che chiamò Panopticon. Il principio del Panopticon, basato sulla sovraesposizione dei prigionieri in contrasto con lo sguardo invisibile dei loro sorveglianti nascosti all’interno della torre, ha ispirato tra gli altri Michel Foucault, come spunto per analizzare le relazioni tra il potere e la conoscenza. Il film di Harun Farocki, Prison Images, utilizza come medium i dispositivi dei sistemi di sorveglianza stessi, insieme con cavigliere elettroniche e altri strumenti di localizzazione, nel tentativo di demistificare in qualche modo l’interiorità sia degli spazi segregati delle carceri sia di coloro che vi sono detenuti. Altri artisti in mostra esplorano il corpo all’interno di uno spazio chiuso. Nella sua danza di ricerca, Rebecca Lazier ricostruisce le ripetizioni quasi rituali dei movimenti all’interno di una prigione, mentre Valentin Fetisov crea un’esperienza socio-psicologica esprimendo il deprimente ventaglio di scelte che si prospettano all’individuo per un ipotetico riscatto. David Ter-Oganyan sposta una normale traiettoria nello spazio forzando il visitatore a seguire una strada contorta, recintata da transenne metalliche usate normalmente per incanalare e tenere sotto controllo le folle.
È possibile ritrovare il clima duro della prigione nella sua integrazione con il paesaggio circostante. Le prigioni spesso agiscono come ricordo visuale dell’occupazione coloniale o di altre istituzioni del potere dominante, come avviene nei disegni di Conor McGrady. Il paesaggio ostile e il clima rigido in cui sono state costruite alcune prigioni possono agire come ulteriore mezzo di separazione dal mondo esterno, abitabile, e allo stesso tempo scoraggiare la fuga verso di esso.
Michael Tolmachev indaga le politiche di rappresentazione e documentazione, concentrandosi sui territori remoti della prigione “naturale” dei primi campi Gulag, mentre i disegni di alcuni prigionieri dei campi in età sovietica, con quei pochi paesaggi superstiti, sono insieme opere d’arte e testimonianze del tentativo di affrontare i muri invisibili di massima sicurezza del paesaggio circostante. Arseny Zhilyaev, nell’opera Save the light, mette in relazione la dualità tra mondo poetico immaginario e tragica realtà narrativa. Le tele, esposte per lunghi periodi alla luce del sole filtrata attraverso una finestra di prigione, attribuite ad un poeta ed artista dell’avanguardia russa che passò venti anni in un Gulag staliniano, sono collegate al caso di un militante, arrestato nel 2012 durante le sommosse popolari aMosca, la cui vista è drasticamente peggiorata nel reparto di pre-detenzione dove è stato rinchiuso.
La mostra ha luogo nell’isola della Giudecca a Venezia dove, nelle immediate vicinanze, si trova il carcere femminile, che  partecipa attivamente alla vita cittadina locale. Rossella Biscotti ha raccolto da alcune carcerate i ricordi dei loro sogni, e ha creato un’installazione audio che si propaga all’interno della mostra.
A corredo della mostra, verrà pubblicato un catalogo illustrato, con immagini delle installazioni e testi del curatore e degli artisti.
Inoltre, parte integrante della mostra, sarà la performance musicale live Doppio Fallo di Ivan Bushuev e Dmitry Vlasik che si terrà il 7 giugno alle ore 17 presso la Chiesa delle Zitelle, situata a pochi minuti a piedi dallo spazio espositivo.

Programma opening 7 giugno

h.15 Casa dei Tre Oci

h.17 Chiesa delle Zitelle: "Doppio fallo" music performance di Ivan Bushuev e Dmitry Vlasik

Per ulteriori informazioni, immagini, interviste:

Helen Weaver
Tel. +44 (0)7772 159219
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Carole Dumoulin
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Biografie complete degli artisti e del curatore sono disponibili su richiesta

V-A-C Foundation
V-A-C Foundation è un’istituzione privata no-profit fondata a Mosca nel 2009 e impegnata a sostenere l’arte contemporanea in Russia. La nostra attenzione è rivolta all’arte contemporanea e alle attività culturali con l’obiettivo di fornire una piattaforma per la creatività, nel senso più ampio della parola. Cerchiamo di essere impegnati attivamente nella produzione artistica, anche con il patrocinio o la sponsorizzazione di processi artistici in corso. V-A-C è profondamente impegnata nell’importanza crescente dell’arte made in Russia, così come nelle nuove generazioni di artisti provenienti da tutto il mondo.

www.v-a-c.ru